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Domenica 14-02-2010 Napoli - Inter 0-0: “ Tabù San Paolo” a cura di Antonio Sapienza


Neanche stavolta all’Inter riesce l’impresa di sbancare il San Paolo di Napoli dove atmosfera, tifo e passione sono quelle dell’ultima sfida.

Mazzarri ed il suo Presidente, da Udine e per tutta la settimana, gonfiano l’evento “piagnucolando” su presunti torti arbitrali subiti ed invitando i loro giocatori a “far scoppiare la palla” ad ogni contrasto.

Il risultato di “tanta indotta eccitazione” è un Napoli con una intensità ed un furore agonistico da finale di Champions.

I partenopei si lanciano alla caccia sfrenata di palloni giocabili ed avversari.

Mazzarri prepara una marcatura ferrea su Sneijder, su cui esce in prima battuta Pazienza e a seguire un paio di altri compagni.

La prestazione dei napoletani è di assoluto valore soprattutto nel corso della prima frazione di gioco, quando Hamsik colpisce da fuori in pieno la traversa e Denis costringe al miracolo Giulio.

Attenti e concentrati i nostri riescono a contrastare bene la furia degli avversari, Muntari con un diagonale da fuori colpisce in pieno l’incrocio.

Degno di nota nel corso dl primo quarto di gara, il palleggio da cestista in area di Aronica su cross di Maicon che per una inspiegabile fatalità non viene visto da arbitro e dal vicinissimo guardalinee.

Nella domenica dello scandaloso rigore concesso alla Juve per un non-fallo fuori area, la terna di Napoli –Inter completa l’opera.

All’inizio della ripresa scende in campo McDonald Mariga per l’ammonito e nervoso Muntari e l’Inter suona la carica.

Sembrano esserci tutti gli ingredienti per il vantaggio ma imprecisione sottoporta, vedi tiro di Pandev, e coriacea resistenza dei napoletani concorrono a mantenere bloccato il risultato.

L’Inter ha un’altra marcia, più velocità e maggior pressing, ma manca anche l’ispirazione dell’asfissiato Wesley che non può colpire neanche da calcio piazzato . . . troppi i 40 metri da cui gli capita di colpire!

L’Inter non perde neanche contro un Napoli fortissimo e questo è il dato più rilevante in questa domenica di transizione.

L’undici di Mourinho non conosce la sconfitta, ma è costretta a dover sfoggiare prestazioni spettacolari per ottenere i tre punti.

Le partite si vincono anche su calcio di rigore dopo partite tiratissime e sofferte, se i direttori di gara non fossero abbagliati dal dovere di non favorire la capolista.

Qualche tempo fa questa tendenza costituiva una scienza ed i beneficiari vivevano, oltre che della loro legittima forza in campo, di aiuti premeditati.

Sgominati uomini, sistema di interessi e complicità, cambia la musica in campo ed anche fuori.

Il dubbio rimane legittimo al di fuori di ogni campanilismo! L’Inter è la squadra da battere, invincibile da un quinquennio artefice di un dominio fatto di forza e vittorie.

Il timore di sbagliare in suo favore condiziona la condotta degli arbitri i quali finalmente liberi da “oscure pressioni”, risultano decisi nell’assumere decisioni a lei sfavorevoli.

A Bari le vengono fischiati due rigori contro come all’ultima delle provinciali, in coppa contro la Juve e ieri a Napoli viene concesso ai difensori avversari di toccare impunemente la sfera in area.

Il tutto senza volere togliere meriti alla grande prestazione dei partenopei, ma solo per denunciare il rischio di una pericolosa tendenza e perché i nostri mantengano sempre alta la guardia.

L’Inter vive il destino di dover vincere stupendo, fornendo spettacolo e superprestazioni!

A noi “tifosi rassegnati” il piacere di continuarla ad ammirare ancora a lungo e a tutti gli altri la frustrazione di dover sopportare tale indiscusso dominio!

 

Antonio Sapienza

 
 
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