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Sabato 20/02/2010 Inter - Sampdoria: 0 -0 “11,10,9 Leoni” a cura di Antonio Sapienza 

Lo stadio Meazza l’Arena dove si consuma l’ennesimo assalto ai dominatori.

I leoni nerazzurri contro i genovesi venuti dal mare forti dei loro giovani provocatori.

Il giustiziere in giacchetta rossa, persecutore coraggioso e risoluto protagonista dell’evento.

Il popolo tra gli spalti partecipa furente ed eccitato come non mai nella storia recente al fianco dei propri uomini e del loro condottiero.

Inter- Samp sembra uno scontro storico, di quelli che si consumavano tra gladiatori negli stadi di un tempo.

Senza troppi moralismi, contro il parere dei falsi pacieri, si deve a ragione parlare comunque di uno spettacolo unico.

Se gli esteti più esigenti parlano di calcio scalfito da eccessivo agonismo ed antisportività, la colpa non è certo imputabile ai nostri.

Carichi come si conviene negli eventi che contano, la squadra scende in campo con la giusta determinazione.

Subito avanti, all’assalto sistematico dei portatori di palla avversari, i nerazzurri finiscono presto sotto la mira delle “puerili provocazioni” di due giovani blucerchiati.

Pozzi e Pazzini sembrano morire ad ogni intervento, pronti a rallentare la ripresa dei giochi e ad indispettire i meno pazienti dei nostri.

Tutte le moviole trascurano le mani in faccia di Pazzini su Muntari!

E alla prima occasione utile sale in cattedra il direttore di gara, che sbatte in faccia un rosso diretto al già ammonito Samuel per presunto fallo da ultimo uomo su Pozzi.

Deciso e determinato continua: giallo immediato su Cordoba, reo di essere avanzato verso la palla su un calcio piazzato prima che la stessa venisse battuta.

E mentre l’ambiente dentro e fuori si surriscalda, il buon Tagliavento pensa bene di non avere dubbi nel mostrare il secondo giallo contro il n. 2 nerazzurro.

Il colombiano e Pozzi rincorrono entrambi lo stesso pallone ed il primo, sebbene in ritardo, sembra trattenere la gamba . . . ma invano! La capolista rimane in 9 quando c’è da giocare un quarto del primo e tutto il secondo tempo! 

Pazzini nella nostra area reagisce con violenza contro Lucio, calcione volante visto dall’arbitro che lo ammonisce . . . incredibile!!! 

L’applicazione scrupolosa, attenta e  spregiudicata del regolamento contro la nostra compagine determina una incredibile falcidia di uomini!

Decisionismo puro, aggravato da un metro di giudizio che penalizza oltre ogni plausibile ragione i padroni di casa.

E gli undici leoni, diventano presto dieci ed infine incredibilmente nove!

Quali toni forti, quale ambiente surreale, quale violenza sugli spalti, quale paventato pericolo di invasione?

Il pubblico di San Siro rimane semplicemente incantato da cotanto eroico modo di affrontare il grave stato di emergenza.

Alla rabbia e alla frustrazione si allinea l’eccitazione nel vedere resistere i combattenti sul campo e l’impavido generale al loro fianco.

In nove uomini l’Inter non rinuncia ai tre davanti, con un Milito immenso ed un monumentale Lucio, tiene incredibilmente il campo e rischia di vincere.

Una certezza: nessun genere di “attacco” trova sbocco, l’Inter e i suoi tifosi lo specchio dello Special . . . il loro granitico scudo! 

Attento al sistema Mr. Mou! Tirano la pietra e ritirano la mano! La tendenza è quella di provocare e punire le reazioni.

L’ordine è “non ti curar di loro”, riallinearsi e ripartire verso il leggendario traguardo: IL QUINTO SCUDETTO CONSECUTIVO!

                                                                                           Antonio Sapienza 

 
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